Chi segue regolarmente il settore della nutrizione sportiva se ne sarà probabilmente già accorto: molti integratori disponibili negli Stati Uniti, in Germania o nel Regno Unito non sono disponibili in Svizzera oppure possono essere commercializzati solo in una versione modificata.
Da Vikingstore riceviamo regolarmente domande sul perché alcuni pre-workout, aminoacidi o integratori innovativi non facciano parte del nostro assortimento. La risposta è generalmente semplice: il problema non è la domanda, ma la regolamentazione svizzera.
La Svizzera segue spesso una strada propria
Mentre molti Paesi europei hanno armonizzato gran parte delle loro normative, la Svizzera adotta spesso un approccio differente nel settore degli integratori alimentari.
Di conseguenza, prodotti venduti legalmente da anni in Germania, Austria, Francia o in altri Paesi europei non sono automaticamente disponibili anche in Svizzera.
Per i produttori questo significa lavoro aggiuntivo. Per i rivenditori significa un assortimento più limitato. Per i consumatori significa meno scelta.
La beta-alanina è un esempio ben noto
Uno degli esempi più conosciuti è la beta-alanina.
La beta-alanina è da anni uno degli ingredienti più popolari nei pre-workout ed è ampiamente utilizzata da bodybuilder, atleti di forza e praticanti di sport da combattimento.
In Svizzera, tuttavia, la beta-alanina non può essere venduta sotto forma di polvere o come ingrediente per bevande. Sono consentite soltanto determinate formulazioni a rilascio prolungato sotto forma di compresse o capsule.
Di conseguenza, molti prodotti venduti all'estero devono essere riformulati per il mercato svizzero oppure non possono essere commercializzati affatto.
Molti prodotti internazionali non arrivano mai in Svizzera
Il problema è particolarmente evidente nel mercato americano degli integratori.
Nuovi ingredienti e concetti innovativi vengono lanciati regolarmente. Prima che vengano valutati e classificati dalle autorità europee o svizzere, però, possono trascorrere anni.
Durante questo periodo, produttori e rivenditori spesso non possono fare nulla, anche quando esiste una forte domanda da parte dei consumatori.
Quando un ingrediente non è chiaramente regolamentato o non rientra nelle categorie esistenti, spesso non riesce nemmeno ad arrivare sul mercato svizzero.
L'innovazione corre più veloce della regolamentazione
A nostro avviso, questo è uno dei maggiori problemi del settore.
L'industria degli integratori evolve molto rapidamente. Ogni anno vengono introdotti nuovi ingredienti, nuove tecnologie e nuove scoperte scientifiche.
Le procedure regolatorie, invece, si muovono spesso molto più lentamente.
Questo porta a situazioni in cui l'innovazione viene rallentata non necessariamente perché un prodotto sia pericoloso, ma perché i processi amministrativi e burocratici richiedono molto tempo.
Di conseguenza, i consumatori svizzeri hanno spesso accesso alle novità molto più tardi rispetto ai consumatori di altri Paesi.
Le soluzioni specifiche per la Svizzera aumentano i costi
Un altro aspetto spesso sottovalutato riguarda i prezzi.
Quando un produttore deve sviluppare una versione specifica per la Svizzera, si generano costi aggiuntivi considerevoli.
Questi costi comprendono:
- Adattamento delle formulazioni
- Procedure regolatorie
- Nuove etichette e confezioni
- Controlli di qualità
- Produzioni separate
- Costi logistici aggiuntivi
Mentre i prodotti destinati all'Unione Europea vengono spesso realizzati in quantità molto elevate, il mercato svizzero è relativamente piccolo.
Produzioni più piccole comportano costi più elevati per ogni unità prodotta.
Per questo motivo i consumatori svizzeri finiscono spesso per pagare di più per prodotti appositamente adattati alle normative locali.
Meno concorrenza significa spesso prezzi più elevati
Molti consumatori notano che all'estero i prodotti sono spesso meno costosi e disponibili in una scelta molto più ampia.
Una delle ragioni è che le barriere regolatorie limitano il numero di prodotti che possono entrare nel mercato svizzero.
Meno concorrenza significa generalmente meno scelta e, in molti casi, prezzi più elevati.
La causa non è spesso il produttore o il rivenditore, ma il quadro normativo che regola il mercato.
La nostra opinione
Naturalmente siamo favorevoli alla sicurezza dei consumatori e alla tutela della salute pubblica.
Tuttavia, abbiamo l'impressione che l'attuale sistema vada talvolta oltre quanto realmente necessario.
Molti prodotti utilizzati da anni in altri Paesi europei non sono ancora disponibili in Svizzera oppure richiedono modifiche importanti prima di poter essere commercializzati.
A nostro avviso questa situazione non porta benefici ai consumatori, ai produttori o ai rivenditori.
Più burocrazia non significa automaticamente maggiore sicurezza. Spesso significa semplicemente costi più elevati, meno concorrenza, minore scelta e innovazione più lenta.
Riteniamo inoltre che le autorità dovrebbero essere in grado di reagire più rapidamente alle innovazioni del settore. Quando un ingrediente o un concetto innovativo non è ancora conosciuto o non è chiaramente classificato, il risultato è spesso che il prodotto non arriva sul mercato svizzero per molto tempo.
Ci piacerebbe vedere un approccio più moderno, pratico e armonizzato a livello europeo. Una regolamentazione comune faciliterebbe la produzione, migliorerebbe la disponibilità dei prodotti, favorirebbe l'innovazione e offrirebbe una scelta più ampia ai consumatori.
Conclusione
La Svizzera applica regole proprie nel settore degli integratori alimentari. Di conseguenza, molti prodotti liberamente disponibili all'estero non possono essere venduti in Svizzera oppure devono essere modificati in modo significativo prima di arrivare sul mercato.
La beta-alanina è soltanto uno dei tanti esempi.
Dal nostro punto di vista, il sistema attuale genera complessità inutili, costi aggiuntivi e una minore scelta per i consumatori.
Come rivenditore svizzero rispettiamo naturalmente tutte le normative vigenti e vendiamo esclusivamente prodotti autorizzati per il mercato svizzero. Allo stesso tempo, auspichiamo regole più semplici, più trasparenti e maggiormente armonizzate a livello europeo, a beneficio sia dei consumatori sia dell'intero settore della nutrizione sportiva.

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